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- SPIAGGIA -

Al termine delle mareggiate più grosse, passeggiando sulla spiaggia vicino alla battigia potevo trovare innumerevoli stelle marine bianche o rossastre di diverse dimensioni, spugne di mare “sponze” e numerosissime conchiglie anche di grandi dimensioni come le “paostreghe” (pinna comune nobilis) che potevano superare anche i cinquanta centimetri ed erano molto pregiate perché aperte assumevano una forma a ventaglio e, dipinte a mano, erano un oggetto di decoro molto in uso nelle case dei caorlotti.
Credo siano pochi in città gli adulti che da bambini non si sono messi in un angolo del centro o lungo i lungomare a vendere ai turisti di passaggio conchiglie, stelle marine e cavallucci essiccati al sole o ossi di seppia, disposti in bella mostra su un telo posato per terra o su di uno scatolone, magari insieme a qualche collanina di perle od un vecchio numero di “Topolino” o “Mandrake”.
Sulla spiaggia, ero solito anche incontrare un paio di vecchietti che raccoglievano i pezzi di legno, rami o tronchi d’albero che le onde spingevano sulla spiaggia; li tagliavano a misura con una sega a mano che portavano con sé e li accatastavano su dei carretti di legno che a fatica tiravano sulla battigia. Una volta a casa sarebbero serviti come legna da ardere nei caminetti o nelle stufe di casa.

 

 

L’azione dei delta dei fiumi Livenza e Tagliamento, che dai monti hanno trasportato e costituito finissimi depositi sabbiosi, calcarei ed argillosi (prevalentemente dal Tagliamento), combinata con l’azione delle correnti marine e delle consistenti mareggiate da levante, hanno creato, nella zona di Caorle, un cordone litoraneo molto elevato con retrostanti lagune e paludi. Tutto il litorale di Caorle, esteso tra le foci del canale Nicesolo e del fiume Livenza, ad eccezione del solo tratto dove è stata realizzata la diga foranea (monte) per difendere il centro abitato dalla furia del mare, era formato da dune sabbiose, anche di altezza notevole, coperte da una folta pineta. La sola area occupata ora dal campeggio comunale, vicina alla foce del fiume Livenza, conserva ancora oggi quella originaria caratteristica.
Quel bellissimo paesaggio fu però sacrificato e sconvolto tra gli anni cinquanta e sessanta per dar spazio a strutture abitative ma soprattutto alberghiere che si distribuirono su tutto il fronte mare lasciando solo la fascia sabbiosa a dividerle dal mare. Dapprima fu il litorale di ponente a subire questa trasformazione poi quello di levante.
Oltre alle costruzioni turistiche, sono state realizzate opere di difesa costiera costituite dai moli alla foce del fiume Livenza, realizzarti nel 1965 e prolungati nel 1976 e da quello alla foce del canale Nicesolo, con il fine di ridurre la corrosione del litorale ad opera delle correnti fluviali. Conseguentemente, i fondali sono diminuiti per la formazione di un banco sabbioso in continuo sviluppo che rende attualmente difficoltosa l’entrata in porto dei natanti.
Altre opere di difesa, consistenti in pennelli, sono state realizzate sul tratto finale del litorale di levante, verso la foce, e sul litorale di ponente, al fine di limitare l’impatto delle mareggiate (si hanno notizie di opere di difesa anche più antiche) e, negli anni ’80, sono state eseguite opere di ripascimento per l’estensione delle spiagge. Nel corso degli ultimi decenni si è potuto riscontrare infatti un avanzamento sia della spiaggia di ponente che di quella di levante; in quest’ultima, la fascia sabbiosa è ora profonda quasi 300 metri essendo avanzata fino a coprire del tutto i pennelli e quasi a raggiungere il piccolo molo dalla chiesetta dell’Angelo, creando una linea di congiungimento tra questa ed il molo alla foce del Fiume Nicesolo, ed una conseguente fascia di bassi fondali.
Anche il litorale di Valle Vecchia, dal Canale dei Lovi a Porto Baseleghe (in fase di restringimento dovuta all’avanzamento del litorale di Bibione verso ovest), ha subito un forte avanzamento.
Dall’anno 2005 sull’arenile di levante, sulla fascia tra le strutture alberghiere e la spiaggia attrezzata, sono state realizzate alcune aree verdi di notevole estensione mentre su quello di levante, meno profondo, è stata realizzata una fascia verde a ridosso della passeggiata a mare; in entrambe sono state piantate piante di vario tipo e realizzato un adeguato impianto irriguo.
Dei circa 17 Km. di arenile sabbioso, costituito da quelli di Valle Vecchia (5 Km. dal Canale dei Lovi al Nicesolo), delle spiagge di levante e ponente (5 Km.) e del litorale di P.to S.Margherita e Duna Verde (fino al confine con il Comune di Eraclea), dieci sono attrezzati per attività balneari e dotate di tutti i servizi.
Dall’anno 1977 in cui fu costituito, il Consorzio Arenili Caorle S.r.l. ha in concessione una considerevole superficie di arenile, divisa in comparti (9 nella spiaggia di levante e 15 in quella di ponente), ove gestisce i servizi per la permanenza in spiaggia, di salvataggio e di pronto soccorso. La restante parte dell’arenile, ad esclusione della battigia, è costituita da spiaggia libera e piccole aree affidate in concessione a privati (chioschi).
Attualmente è in fase di definitiva approvazione da parte degli organi competenti, un Piano arenili che ha il fine di strutturare gli arenili del territorio comunale, in maniera più funzionale, moderna e soddisfacente alle attuali esigenze dei clienti, anche diversamente abili. Esso prevede la realizzazione di opere di viabilità, aree verdi, aree attrezzate per sport e svago nonché servizi di vario tipo.

Daniele Barbaro

Bibliografia:
EUGENIO TURREI (a cura di) – Adriatico Mare d’Europa. La geografia e la storia – Arti grafiche Amilcare Pizzi S.p.A., Cinisello Balsamo
MI, 1999

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