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Museo litugico e Campanile Santuario della Madonna dell'Angelo
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IL MUSEO LITURGICO.

Il Museo liturgico fu fondato alla metà degli anni Settanta ed occupa gli spazi originariamente destinati alla Cappella privata dei vescovi. Vi si può accedere direttamente dall’interno della Cattedrale, attraversando la sacrestia, oppure dai giardini della canonica. Al suo interno sono custoditi molti elementi di notevole valore artistico nel campo della liturgia dell’epoca medievale, del Cinquecento, Sei e Settecento oltre ad altri dei successivi periodi barocco e neoclassico. Si possono ammirare paramenti sacri ed antiche reliquie, oggetti in argento dorato con pietre dure, d’argento e di rame. Tra gli oggetti maggiormente interessanti vi sono i resti (cranio) di Santo Stefano Protomartire al quale la Cattedrale è dedicata, il reliquario gotico del Preziosissimo sangue (secondo la tradizione contiene terra sulla quale passò Gesù sanguinante), capolavoro dell’oreficeria veneziana degli inizi del XIV secolo, ed ancora, l’anello dei Vescovi di Caorle.

IL CAMPANILE.

Contemporaneo della Cattedrale o di poco successivo alla sua costruzione, vale a dire poco dopo il Mille (la parte cilindrica potrebbe essere anche anteriore, sui modelli di Ravenna e di Tessera del sec. IX), il Campanile aveva duplice scopo: religioso, ovviamente, e civile in quanto punto di osservazione strategico.
Esso costituisce un esempio forse unico nel panorama dell’architettura religiosa ed è una sintesi di elementi decorativi ed architettonici ravennati e romanici rappresentati dal loggiato e dalla cuspide conica.
La sua mole imponente di forma cilindrica dal diametro di quasi sette metri, stemperata negli ultimi metri da una snella cuspide conica, raggiunge l’altezza di 48 metri con una leggera inclinazione verso la vicina Cattedrale (il baricentro risulta spostato di poco meno di 25 cm.).
Il campanile è costruito in mattoni su una base in blocchi di pietra naturale. Quattro anelli decorativi, creati con movimenti degli stessi mattoni, ed altri due anelli in pietra bianca, ingentiliscono la struttura cilindrica insieme alla variata distribuzione delle aperture costituite, oltre che dal portone, da monofore e bifore e da un loggiato di 8 archi binati alternati con 8 binati pieni.
Le quattro campane del ‘600 servivano anche da richiamo ed orientamento ai naviganti nelle giornate di nebbia o con il mare in burrasca. Nel 1830 furono fuse le tre campane minori per opera di Pietro Colbacchin di Bassano e successivamente nel 1890 fu fusa anche quella maggiore. Nel periodo dell’occupazione Austro-Ungarica del 1917-1918 le campane del campanile, insieme a quelle del campanile della Chiesa della Madonna dell’Angelo, furono asportate. Al termine della guerra furono riposte le tre campane attuali. Si ha notizia nel 1719 di un orologio senza quadrante montato sul campanile e di un secondo, con quadrante, del quale il meccanismo già non c’era più nel 1771 ma il cui quadrante fu tolto solo molti anni dopo (vi sono foto dell’epoca in cui si può vedere).
Opere di restauro sono state eseguite dal 1912 al 1914 a cura dell’Arciprete Gioacchino Marchesan e nel 1971 dalla Sopraintendenza di Venezia.

 

Daniele Barbaro

Bibliografia:
A. MOZZAMBANI E G. PAVESI (a cura di) - Caorle il duomo e il museo, Artegrafica s.r.l., Verona 1982
PARROCCHIA SANTO STEFANO DI CAORLE (a cura di) - 950° della dedicazione del Duomo (1038-1988), Tipolitografia Grafiche 3 snc, Caorle 1988
PARROCCHIA “SANTO STEFANO PROTOMARTIRE” – CAORLE (a cura di) - Parrocchia, Santo Stefano Protomartire Caorle. Fede, storia, tradizioni, devozione, Tipolitografia Capiotto, Caorle 2000
BIBLIOTECA CIVICA DI CAORLE - Caorle: memoria e tradizioni, Tecnostudio S.r.l. Torino, 2002
COMUNE DI CAORLE – Vivi la città, La Litografiaca, Capri (Mo), 2003
CATTAPAN M., Caorle – Guida storico/artistica, Venezia 1979
VINICIO DONA’ E GIANNI PREVARIN - Caorle cinquant’anni di storia in bianco e nero, Arti Grafiche Conegliano s.p.a., Susegana TV 1994

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