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Museo litugico e Campanile Santuario della Madonna dell'Angelo
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SANTUARIO DELLA MADONNA DELL’ANGELO.

Il Santuario della Madonna dell’Angelo è stato costruito nel sec. XVIII sulle rovine di quella che forse fu la chiesa più antica di Caorle. Probabilmente costruito in legno dai primi profughi giunti in quel lembo di terra, fu edificato su un piccolo promontorio che in seguito avrebbe dominato l’antico porticciolo della sachèta,e dedicato a S. Michele Arcangelo. La prima traccia in merito all’esistenza del Santuario, si trova su una carta prospettica del ‘500, opera del Sadeler, ove in quel punto si legge “S. Maria”. Nel 1696 la chiesa era a tre navate, lunga 45 piedi e larga 25, la navata centrale era alta 20 piedi e 10 quelle laterali. Il Vescovo Domenico Minio scriveva che una navata era ormai stata distrutta dal mare e che si temeva di poter perdere interamente l’edificio.
Nel 1741 i Caorlotti inviano una supplica al Doge per la salvaguardia dei loro diritti di pesca e fanno voto alla Madonna di istituire una festa, detta festa del voto, in Suo onore. In seguito all’esaudimento del voto il Vescovo Francesco Trevisan Suarez fece demolire la vecchia chiesa a tre navate ed il 28 Giugno del 1751, pose la prima pietra per la costruzione della una nuova chiesa ad una sola navata, finanziandone egli stesso la spesa. Fu e benedetta l’8 Agosto dello stesso anno. Il successivo 12 Settembre, con una solenne processione cui parteciparono il Vescovo, il clero, la confraternita, il podestà Giovanni Balbi e l’intera cittadinanza, venne insediata la statua della Vergine. Prima di morire nel 1769 il Vescovo si volle preparare all’interno del Santuario il suo luogo di riposo sotto il patrocinio della Vergine.
Furono celebrate feste memorabili e straordinarie nel corso della storia del Santuario come quella del il 13 Giugno del 1874, quando il Card. Patriarca di Venezia Trevisanato, su delega del Papa Pio IX, celebrò l’incoronazione della Vergine e successivamente nel 1975 per il centenario di quella ricorrenza. Altre feste sono ricorrenti, come quella annuale del trasporto processionale della statua della Vergine in Duomo e successivo ritorno al Santuario il giorno dopo. Ogni cinque anni dal 1965 (in passato si celebrava ogni 25 anni) la processione si rinnova via mare.
Il Santuario della Madonna dell’Angelo si trova poco lontano dal Duomo, verso la spiaggia di levante ed oltre il vecchio Cimitero . La facciata principale è rivolta verso il centro storico e si affaccia sulla piazzetta da poco intitolata a Mons. Felice Marchesan, oggetto di recente ristrutturazione.
Si accede all’interno del Santuario, attraversando un atrio ornato da due pilastri e due colonne con capitelli corinzii, di sostegno alla trabeazione neo-classica con frontone curvilineo simmetrico sulla cui sommità sono poste una statua dell’Arcangelo Michele, al centro, ed altre due minori agli estremi. Sul frontone si trova una lapide a ricordo della dedica del Santuario alla Madonna ed a S. Michele. All’interno dell’atrio si trovano quattro diverse lapidi che richiamano eventi di particolare importanza, commemorazioni o voti solenni, e due scritte più recenti poste sotto due croci di marmo che indicano il livello raggiunto dal mare fuori dal Santuario, nella mareggiata del 31.12.1727 senza che una goccia entrasse al suo interno.
Attraverso l’unica porta con bussola si accede all’interno del Santuario ove sono custodite diverse opere alcune delle quali provenienti dalla Cattedrale; due statue dell’altare maggiore e due portali in marmo dall’altare di S. Andrea. (attuale battistero).
Tra le varie opere presenti, vale la pena citare la statua lignea della Madonna con bambino ricoperta di abiti preziosi, posta dentro una nicchia nella cappella maggiore, il bassorilievo in marmo del 1595 raffigurante l’Arcangelo Michele, il “Pozzetto” in pietra d’Istria. La leggenda vuole che su di esso fosse seduta la statua in legno della Madonna con il bambino in braccio, allorquando nel VII secolo, fu rinvenuta dai pescatori mentre galleggiava sulle onde del mare. Il grande affresco sulla volta del soffitto, opera dell’artista portogruarese Gino Filippi, ritrae proprio i pescatori sbalorditi alla vista della statua galleggiante sulle onde ed i bambini che, secondo un’altra leggenda, furono gli unici a riuscire a portare a riva la statua.
Poco distante dal Santuario, verso la scogliera a mare, si trova il campanile di stile romanico-lagunare risalente al XIII secolo. Di forma quadrangolare con lesene angolari, il corpo è realizzato in mattoni su un basamento in blocchi di pietra di forma tronco piramidale, su cui è stato murato un pluteo bizantino raffigurante una croce. La cuspide terminale a piramide esagonale, poggia su un corto basamento con sezione esagonale ampia quanto la base della stessa cuspide, ma più ridotta rispetto a quella quadrangolare del corpo. La cella campanaria è illuminata da quattro bifore con archetti a tutto sesto e colonnina in pietra. Il Campanile, per la sua vicinanza al mare, è utilizzato anche come faro per i naviganti.

 

Daniele Barbaro

Bibliografia:
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PARROCCHIA SANTO STEFANO DI CAORLE (a cura di) - 950° della dedicazione del Duomo (1038-1988), Tipolitografia Grafiche 3 snc, Caorle 1988
PARROCCHIA “SANTO STEFANO PROTOMARTIRE” – CAORLE (a cura di) - Parrocchia, Santo Stefano Protomartire Caorle. Fede, storia, tradizioni, devozione, Tipolitografia Capiotto, Caorle 2000
BIBLIOTECA CIVICA DI CAORLE - Caorle: memoria e tradizioni, Tecnostudio S.r.l. Torino, 2002
COMUNE DI CAORLE – Vivi la città, La Litografiaca, Capri (Mo), 2003
CATTAPAN M., Caorle – Guida storico/artistica, Venezia 1979
VINICIO DONA’ E GIANNI PREVARIN - Caorle cinquant’anni di storia in bianco e nero, Arti Grafiche Conegliano s.p.a., Susegana TV 1994

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