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- CENNI STORICI -

La città di Caorle sorse ove già la colonizzazione in epoca romana creò il porto a servizio della città di Concordia (Portus Reatinum) nella attuale zona di Falconera, quando, in conseguenza delle invasioni barbariche iniziate nel 402 con i Visigoti seguita dagli Unni di Attila e delle successive guerre tra Longobardi e Bizantini, parte delle popolazioni dell’entroterra nonché della stessa Concordia, si riversarono nelle lagune creando centri abitativi stabili organizzati sfruttando per il proprio sostentamento la pesca, le antiche saline romane e l’attività del commercio attraverso la navigazione fluviale ed in mare .
Così sorsero anche le città di Grado, Torcello e Chioggia in aggiunta alle preesistenti città fortificate e scali fluviali dell’entroterra quali Oderzo, Concordia ed Aquileia.
Vari ritrovamenti archeologici fanno ritenere che la Caorle romana fosse situata più a meridione, tra i 300 ed i 1000 metri dalla costa e rispetto alla Caorle medievale e moderna che rappresentava invece allora la parte più periferica, di osservazione ed adibita alle sepolture.
In epoca Bizantina, dopo la caduta di Concordia nel 615, antico scalo romano di Caorle, accanto alla città fu creato un nucleo residenziale fortificato, castrum o castellum, secondo il modello militare bizantino medievale che prevedeva, in successione, tre strutture prevalenti: la torre di avvistamento, il fortilizio e la città fortificata.
Verso l’anno mille con il termine “Venetia” si indicava il vasto territorio lagunare tra Chioggia e Grado comprendente anche l’isola di Caorle. Più tardi il termine identificò la sola città di Venezia.
Furono molti, nel corso dei secoli, i fattori che determinarono la storia della città e dei suoi abitanti che videro floridi momenti di intensa, alternarsi con periodi più bui di guerre ed occupazioni, incursioni di pirati e carestie.

Va citato che qualche cronista, in epoca remota, individuò la città con il nome di Petroina-Petronia ma è più probabile che si riferisse ad un centro esistente su un cordone litorale, composto da diverse isole, lentamente eroso e scomparso. A testimonianza di ciò vi sono i resti di fabbricati, di muraglie e tronchi di colonne segnalati da ricercatori e pescatori. Alcuni di questi isolotti sono indicati con i nomi di Squero e Secagine in una carta prospettica cinquecentesca del Savonarola.
Vi sono due versioni sull’origine del nome della città di Caorle: una la individua nella volgarizzazione del termine latino “caprulae” poiché vi erano parecchi greggi di capre selvatiche nella vasta zona boschiva tra i fiumi Livenza e Tagliamento, Silva Caprulana, che lambisce le coste e l’area lagunare, l’altra deriva dal culto della dea pagana adriatica Capris, venerata in quei tempi dalle popolazioni dell’alto Adriatico.
Gli abitanti furono conseguentemente denominati “Caprulenses” e quindi Caorlesi. In seguito, per influsso bizantino, ove era comune la terminologia finale in “oti” diventò usuale il termine Caorlotti.

Daniele Barbaro

Bibliografia:
CATTAPAN M., Caorle – Guida storico/artistica, Venezia 1979
BIBLIOTECA CIVICA DI CAORLE - Caorle: memoria e tradizioni – Tecnostudio S.r.l. Torino, 2002
A. MOZZAMBANI E G. PAVESI (a cura di) - Caorle il duomo e il museo, Artegrafica s.r.l., Verona 1982

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